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Racconti di Corvi
Capitolo Precedente: IL POZZO ED I SUOI TESORI

 

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dove un semplice viene deriso
ed uno straniero è accolto dagli occhi di un timoroso

<<Lo sa-sapete che ha-hanno trovato nel po-pozzo?!>> balbettò Geremia sbatacchiando la porta della taverna <<Un mo-morto ammazzato, fa-fatto a pezzi>>
Eppure gli avventori non parvero stupiti da siffatta rivelazione.
<<Grazie Geremia, ma sei arrivato un po’ troppo… tardo>> al che un torrente di risate scrosciò tra gli astanti.
La notizia di quell’efferato delitto era stata, infatti, oggetto di grandi congetture, il cui apice si era raggiunto proprio lì, a quell’ora tarda, presso la locanda de La Casa del Monaco. Egli però non comprese la reazione dei suoi concittadini, e se ne andò fuori, cercando conforto nella notte.

L’alba del nuovo giorno si introdusse con aria festosa: un fiume di cinguettii si riversò nell’aria ed ogni cosa parve intrisa di idillio, fin quando sorse un monito sinistro. La foschia salì dai boschi, discendendo lungo i vicoli, ed i più accorti sbarrarono imposte e battenti, ma ciò non bastò, giacché i nembi non giunsero soli: dei tonfi si avvicendarono, ed un nitrito serpeggiò nell’aria. Quindi una tremenda figura varcò le mura del villaggio.

<<L’ho sentito arrivare, come un’ombra. Ha guardato giù, nel pozzo: cercava il corpo, quello fatto a pezzi; poi è entrato in una casa, la tua casa… ed è sparito, assieme alla nebbia, portandosi un sacco sulle spalle>>
Questa pressappoco era la testimonianza del figlio del Mugnaio, l’unico testimone di quel misterioso passaggio.
L’espose innanzi alla madre e lo sguardo attento del Chierico Guaritore, tutto teso nel voler comprendere chi fosse quel temibile straniero, che aveva violato la propria dimora, trafugando il cadavere che avevano rinvenuto nel pozzo.

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