PESANTI MASSI

Racconti di Corvi
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PESANTI MASSI
affondano

I galli intonarono l’alba, ed il Mago fu pronto per tornare sulla via.
Trascorse una lieta giornata, ed ancor più lieta notte presso i Due Carri; quindi si avventurò entro un orizzonte già noto e decise di rallentare il passo, poiché la smania della meta gli aveva tolto il sapore del viaggio. A mezzodì vide la sagoma del vecchio mulino trasparire inghiottita da avide erbacce: volle porgere un saluto a quel rudere e scese dal suo destriero, dirigendosi agli acquitrini. Avanzò a lungo, in cerca di una quiete dimentica di ogni civiltà, finché:
<<F-fermo!>>
Si volse, e vide un uomo gesticolare, attorniato da placide bestie.
<<F-fermo!>> ingiunse ancora, ma il Mago era già fermo.
Lo sconosciuto si fece avanti, rivelando di essere Geremia.
<<É p-pericoloso, gu-guarda!>> e gettò un masso, così che il suolo lo ingurgitasse in un baleno.
<<C-ci ho perso un vi-vitello, m-mica storie!>> chiosò Geremia tornando alla sua mandria, ed il Mago concluse che, probabilmente, sia un male attardarsi lungo la via.

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