OCCULTI RITROVAMENTI

Racconti di Corvi
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OCCULTI RITROVAMENTI
bagagli smarriti

Inaspettatamente il Mercante convocò il Mago ancor prima di mezzodì.
<<Durante l’opera di recinzione del canneto, è stato rinvenuto qualcosa>>
Una sacca giaceva in un angolo. Il Mago la raccolse, ispezionandola con cura. All’interno trovò solo del cibo, qualche indumento, ed una zucca colma d’acqua. Alcuni sacchetti di erbe erano nascosti sul fondo; poi un piccolo cilindro rotolò da una tasca, ed una pergamena si distese nelle mani del Mago:

Che venga accolto nei Regni dell’Alleanza
-Il Concilio dei Chierici-

<<Un lasciapassare>> arguì strofinando il sigillo <<Posso prenderlo in consegna?>>
<<Certo!>> esultò il Mercante, che non desiderava altro se non disfarsi del fagotto.
Nel pomeriggio, tra la penombra delle sue stanze, il Mago proseguì l’indagine. Dispose la sacca in grembo, rievocandone il passato, ed una linfa di ricordi affluì nella sua mente. Ascoltò i boschi vibrare tra le sue dita e seguì linee di orizzonti lontani. Respirò l’ansia di colui che cerca, ed il Monte Nero si impose ai suoi occhi. Poi l’uomo lupo varcò Mulinaccio e mani infuocate ne strapparono le membra. Un cordoglio fraterno disperse i resti nel pozzo, e nell’acquitrino si attesero i raggi della prima alba, ma un tonfo inghiottì ogni visione, riconsegnando il Mago ai paesaggi della propria coscienza.
A sera, tenui bagliori illuminavano i suoi pensieri: un Chierico doveva aver giustiziato l’uomo lupo, schiavo del Necromante, spargendone poi gli arti nell’acqua, così che i fasci del nuovo giorno spezzassero il sortilegio, liberando l’anima che vi era intrappolata. Eppure quell’aurora tardò ad arrivare, ed il Chierico venne inghiottito dall’acquitrino.
Richiamò alla memoria la storia dei due fratelli, e la promessa fatta al cinghiale bianco risuonò in lui. Quindi si affacciò ai battenti, dove già qualche timida stella baluginava nella volta.

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