L’INCONTRO RAVVICINATO

Racconti di Corvi
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L’INCONTRO RAVVICINATO
dove una scampagnata precipita in un macello

<<C’è nessuno? Vorremmo conferire con lo Sciamano!>>
La penombra li accolse oltre la soglia: fasci di luce trapelavano dalle imposte, ed una balestra riposava vicino una sedia a dondolo. Due stanze si diramavano all’estremità della sala. Un letto a baldacchino ed uno specchio balenavano da uno dei cigli.
Una sagoma si modellò sulla sedia, ed a stento il Guaritore riconobbe lo Sciamano
<<Sono il Chierico di Mulinaccio, siamo giunti fin qui per chiedervi consiglio>>
Egli annuì.
<<Noi…>>
<<Voi siete alla ricerca di un cadavere e dello straniero che è venuto a reclamarlo>>
Sguardi incerti serpeggiarono tra gli ospiti.
<<Non scorgo l’interezza della vicenda, posso soltanto rivelarvi che il mostro ucciso era lo schiavo di un Necromante, la sua creatura. Questo è un sortilegio assai potente, che prevede l’impiego di fanciulli, congiunti ad altri arnesi, ma l’arte dei Maghi Neri può molto>>
Il buio sorse fra di loro.
<<Lo straniero incappucciato è giunto in paese per esigere quelle spoglie; è probabile che ne volesse divorare gli occhi, così da scorgere il volto dell’assassino. In quella lontana notte venne tracciato un vincolo di acqua e fuoco, così da liberare l’anima che risiedeva nella bestia. Qualcosa di inatteso, tuttavia, si prodigò, e le membra furono abbandonate nel pozzo, invitandovi in una faccenda che non vi riguarda>>
Tali rivelazioni furono accolte con un pesante silenzio.
<<Vi ho portato delle erbe>> risolse il Chierico Guaritore, estraendo un piccolo fagotto <<Spero le apprezziate>>
<<Oh grazie, ma il dono che avete in dote è ben altro… vero piccino>>
<<Cosa?!>> mormorò il Custode d’Arme, schermando suo figlio.
<<Nessuno di voi lascerà la mia dimora>>
<<Ma non puoi ferirci>> biascicò sbigottito il Guaritore <<Ti lego ai sacri vincoli della Confraternita!>>
Eppure lo Sciamano aveva già palesato la sua forma maledetta, immemore della Casta dei Chierici, da lungo tempo rinnegata. Tentacoli gli squarciarono le carni, trafiggendo l’attonito Guaritore; come lame gli strapparono l’essenza di dosso, ed una creatura eterica, splendente di infinite mappe di vitalità nervosa, si dibatté a mezz’aria, desiderosa di rientrar nel suo accettacolo.
Nel mentre il Custode D’Arme si aprì uno spiraglio <<Corri, figlio mio! Corri!>> intimò al ragazzo scaraventandolo oltre l’uscio; quindi tornò a contemplare l’ossesso, balzandogli contro, ma cadde già morto: perfidi tentacoli l’avevano aggirato, trattenendo la sua natura vibrante. Per qualche attimo una tenue sostanza recalcitrò in volo, prima dell’arrivo del ragno.
Il banchetto si era concluso, e la dimora rimodellò le sue sembianze. Un lamento prese voce in una delle stanze, ed il demone cacciatore venne sguinzagliato.

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