IL POZZO ED I SUOI TESORI

Racconti di Corvi

 

IL POZZO ED I SUOI TESORI
nel quale si ascoltano vicende
da lungo tempo dimenticate

La morte lo trafisse al petto. Chiuse gli occhi, stringendo un ultimo respiro e richiamò a sé più vita. Il dardo vibrò tra le sue carni, e la radura si accese di calore; poi un mare di fiamme lo condusse in cielo, fin oltre l’azzurro più lontano.
Salutai il Monaco e lo scorrere della veglia tornò in me, lento e soffice, come neve. Mi accovacciai tra le fronde e vi rimasi in silenzio.
Una fitta voluta di fumo si attorcigliava dalle sue labbra.
Oggi il mio cuore è vecchio e batte a stento. Per lunghe stagioni ho rincorso una voce, rammentando quel fuoco, ma ormai scorgo soltanto braci che si spengono.
Il vecchio Calzolaio scioglieva la sua notte, soffiando memorie nell’aroma di una pipa, finché d’un tratto la porta si spalancò ed una folata gelida aggredì la casa. Indugiò, certo che la fine potesse varcare la soglia in ogni momento, ma dall’oscurità balenarono soltanto foglie secche e nulla più. Sorrise, avviandosi all’uscio, e si serrò nuovamente all’occhio del mondo.

L’indomani Mulinaccio fu cinta da una luce sbiadita, senza alba né tramonto. Ai primi chiarori una fanciulla si recò al pozzo, rinvenne la fune e trasse un glorioso urlo, accasciandosi a terra.

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