GAMBE LESTE

Racconti di Corvi
Capitolo Precedente: IN MORTE DI UN CALZOLAIO

 

GAMBE LESTE
e sacco in spalla

Nel contempo, al villaggio, la notte seminò sconforto tra gli animi. La donna del Custode d’Arme intraprese una lunga veglia agitata, lasciando che l’inquietudine le divorasse il sonno. Poco prima che il gallo cantasse, si avvolse in uno scialle, dirigendosi presso il Mercante.
<<Cerca riposo, se puoi>> rassicurò l’uomo <<Conferirò col Mago ed insieme decideremo sul da farsi>> ma costui era già all’erta e con audacia si risolse nell’inviare un’altra spedizione.
<<Perdonate l’adunata improvvisa>> dichiarò il Mago ai guerrieri convocati <<Ma dei concittadini sono dispersi. Avevano il compito d’interpellare il vecchio Sciamano, eppur ritengo che sia successo loro qualcosa di spiacevole>>
I guerrieri si fecero avanti.
<<Vi affido questi anelli>> disse il Mago <<Così che io possa scorgere dai vostri occhi ed udire dalle vostre orecchie, ma vi prego, se intimo la fuga, assecondate il mio volere: non so quello che ci attende>>
Lenti e guardinghi, i guerrieri si lasciarono alle spalle gli ultimi rintocchi dell’aurora, finché la voce del Mago sferzò in loro: seguendo i suoi ordini si arrestarono di fronte all’uscio del Calzolaio.
Videro il tetto malconcio, ed al cospetto del malinconico olmo una tenue brezza spirò tra le loro vesti. Come un miraggio lucente, la figura del Mago oltrepassò la soglia, scrutando nella sala; quindi si diresse in un cantuccio, dove riposava un fanciullo: gli pose una mano sugli occhi e si ritirò di colpo, aggredito da una scarica improvvisa.
<<Portatelo al villaggio, presto!>>
Lesti gli armigeri si riebbero dal torpore, ed a turno condussero il ragazzo lungo tutto il sentiero, senza che mai desse sentore di volersi svegliare.

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