È MIA, TUTTA MIA, SOLTANTO MIA

Racconti di Corvi
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É MIA, TUTTA MIA, SOLTANTO MIA
leccornie a buon mercato

Il vociare del locale si era ridotto ad un pacato bisbiglio. Poche lucerne facevano ancora fronte alla notte, ed io abbandonai la veglia, dirigendomi in quel sogno dove i fratelli corvi trovano ristoro. Giunsi al grande albero, in cerca dell’anziana cornacchia, e la trovai avvolta entro un raggio di luna, coccolando la sua Nube di Cristalli.
Offrii i miei omaggi e lei mi rivolse un cenno:
<<Sono lieta che ti sia ricongiunto alla tua leggenda, piccolo corvo, ma anche io ho dovuto faticare per riabbracciare la mia piccola Nube, perché non me la volevano restituire>> confidò <<Quando la lasciasti, ella mi chiamò a sé, così scivolai nella veglia, seguendone le tracce. Mi accostai fin quasi a sfiorarla, ma un losco folletto vi saltò sopra, urlando come un ossesso:
“É miaaa! Miaaa! Soltanto miaa!”
Senza remore, il piccolo furfante, aveva tranciato i margini della propria visione, precipitandosi sopra quei luccichii. Allora incuriosita sbirciai nello strappo creato dal folletto, affondando in un miraggio di zucchero filato: vidi nuvole al cioccolato pascolare tra cieli canditi di uvetta, e buoi ricamati allo zenzero trainare nere diligenze di liquirizia. Mi giunse fin nel becco la fragranza delle cascate di latte e miele, ed un maialino alla vaniglia balzò fra di noi.
Il ribaldo malandrino intanto gemeva ancora:
“É miaa! Miaa! Soltanto miaa! Per sempre miaa!”
Così gli chiesi che cosa se ne facesse di una Nube di Cristalli, che per giunta poteva rivelarsi assai pericolosa. Ma quello, infuriato, non sentiva ragioni:
“É mia! Mia! Vatteneee! Luccica solo per me!”
Allora, con pazienza, mi disposi alla contrattazione, offrendo la segreta via che mena al Paradiso dei Golosi. Egli dapprincipio tacque, poi mi aggredì:
“Bugiarda! Bugiarda! Nessuno sa dei Bianchi Cancelli! Quel sogno è smarrito, perduto!”
“Ma mio caro manigoldo” concessi “Io sono una cornacchia, una testimone della Madre d’Ognuno, ed i miei occhi hanno visto più di quanto tu possa ricordare: ti propongo di cedere la Nube di Cristalli in cambio del sentiero che porta a quelle contee, stracolme di ogni squisitezza”
Allora i suoi occhi brillarono, ed un’incalzante acquolina salì fin sulle sue labbra:
“Parla allora!”
“Terrai fede al patto?”
“Certo!”
“Bene. Già sai che il regno è sorvegliato da Bianchi Cancelli, ma ignori che la via è aperta solo quando i battenti sono chiusi. Per lungo tempo la tua stirpe ha studiato le antiche mappe ed i remoti miti, e più volte vi avvicinaste a quella magione solitaria, senza però comprendere che, ogni sera, mentre il Guardiano serra le ante, egli in realtà rivela il Paradiso dei Golosi. Dovrai soltanto penetrare durante il giorno, portando in dote un uovo d’argento. Offrilo alla cicogna che vive all’ombra della grande quercia, e verrai celato nel suo nido fino al desio. Poi, col favore della notte, sgattaiola verso le imposte: noterai una mappa impressa sui battenti. Pazienta ancora un poco ed i raggi di luna bagneranno il chiavistello, colandovi all’interno. Quella è la feritoia che conduce al Paradiso dei Golosi, ed avrai tempo fino all’alba per entrarvi, ma dovrai abbandonare ogni cosa, poiché il transito è assai stretto e da quel sogno non vi è ritorno”
“Nooo! Nooooooooo! Non te la do! É miaaa!”
Gridò quindi il malevolo folletto, ma così dicendo violò il patto, ed un porcello ingordo gli balzò in grembo, arrovellandosi nella contesa di quei bagliori, fin tanto che la Nube liberò una letale scossa, polverizzando entrambi in un nembo al sapore di vaniglia>>
Sorrisi a quell’epilogo, desideroso di udirne ancora, ma non mi venne concesso, poiché…

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