DECISIONI IMPROVVISE

Racconti di Corvi
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DECISIONI IMPROVVISE
la lunga corsa verso l’antica dimora

In silenzio lo Sciamano osservò quanto accadeva, quindi mutò la forma dei propri pensieri, ritrovandosi tra i recessi del sogno. Lì allungò la sua mano aguzza, occludendomi lo sguardo. Attesi nell’ombra finché qualcuno tornò a carezzarmi le penne. Una voce sussurrò un canto e del fumo si alzò dabbasso. Un sortilegio mi cinse la zampa, ed il cigolio di una sedia dondolio si smorzò dietro di me. Fui gettato in aria, libero di poter volare di nuovo, ma l’onirico mi strinse tra le sue maglie, e l’intento dello Sciamano guidò il mio becco, spronandomi.
Passai inosservato ai Cancelli d’Avorio, che dividono la veglia dal sonno, e scorsi un giovane dal volto triste. Mi avvicinai, ma non ebbi modo di arguire chi fosse, giacché dei rovi germogliarono così in fretta da ingoiarlo tutto. Il ragazzo accolse il morso silente, stanco di fuggire altrove: le spine lacerarono le sue carni, spingendolo nel ventre umido della terra. Poi la cordicella tornò a tirar la mia zampa, e lo Sciamano mi reclamò a sé.
Mi mossi a ritroso, fin quando il vincolo fu sciolto; sebbene le mie piume fossero ormai intrise di questa leggenda.

Intanto il Mercante cercava di rassicurare gli animi, riuscendo soltanto ad alitare vento sul fuoco, poiché la faccenda era assai ingarbugliata, e di certo lui non ne scorgeva il capo. Il Mago conferì nella propria casa con la vedova del Custode d’Arme, riferendole la sorte del congiunto; poi le mostrò il figlio, insidiato dal possente sortilegio.
<<Farò quanto è in mio potere, ma dovrò recarmi presso le mura del mio ordine, giacché da solo non so spezzare questo incanto>>
Lei contemplò il suo bambino, disteso entro un circolo di candele e polveri.
<<Veglialo fino al giorno del mio ritorno>>
La stanza si tinse di una soffice penombra, placando l’animo degli afflitti; quindi il Mago calzò il cuoio dei viandanti, ed un tempo amaro calò su di lui.

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