UNA DIMORA

Parole Opache
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UNA DIMORA
colma di crepuscolo

I primi raggi trafissero le imposte ed il giovane sciolse il suo mantello, ritrovandosi sul minuscolo pontile di legno. Tolse il tappo all’anfora, ed un serpe ventoso ruggì nella sala.
<<Signore…>>
<<Si?>> rispose lui timoroso.
<<I vostri desideri?>>
<<Il saggio delle storie ci attende>>
<<Così sia>>
La brezza si dispose attorno al veliero, disegnandovi lunghe ali, ed il suo volto emerse a prua, soffiando con forza contro i battenti.
<<Siamo pronti a salpare>>
<<Bene!>>
<<La bacchetta signore>>
<<Oh, certo>> ed il giovane scandì il tempo dell’incerto decollo con la ciglia di fata.
L’azzurro più denso li accolse: ondeggiarono, domando raffiche acerbe, ma i loro sguardi rimasero assorti sulle estreme nubi all’orizzonte, fin quando i sibili di quell’ultima frontiera abbracciarono il vascello. Una bocca oscura li richiamò, e la nave si immerse nel buio. Le maglie della grotta gli si tesero intorno, divenendo pietra.
Una lucerna vibrava nel fondo dell’antro; decisero di ormeggiare tra le ombre, ed il giovane proseguì verso il grande cero che si innalzava a dismisura. Un vecchio, dagli occhi cechi, vegliava alla base, con infinite parole iscritte sul suo corpo.
Memorie di tempi andati sussurrarono da quella pelle, poi d’un tratto, le statuette si precipitarono fuori dalle tasche del ragazzo, scivolando nella cera ancora calda. Accesero vortici lungo la loro marcia, tingendo la grotta di bagliori. Il saggio contemplò la nuova linfa zampillargli attorno, iscrivendo canti vergini sulla sua pelle.
<<Un sogno chiamato Due Regni ti attende>> sussurrò l’uomo senza età.

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