UN BIANCO

Parole Opache
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UN BIANCO
che divora ogni pensiero

Un morbido velo di sogni calò tra i pensieri del giovane, spronandolo tra le rive del nuovo mondo, finché una maschera prese a salterellagli innanzi. Sembrava volesse andare via con lui, quindi il ragazzo la rassicurò:
<<La mia terra è diversa, ma ti potresti trovare bene: qualora vi ritornassi ti porterò via con me>>
La maschera gioì, irradiando bolle colme di emozioni.

Il giovane si svegliò nel calmo odore del mattino. I nuovi abiti lo attendevano accanto al giaciglio e li calzò con cura, scoprendo però che qualcosa si agitava tra le vecchie tasche: una manciata di statuine gli riempì le mani. Decise allora di rovesciare i pantaloni, e fu così che una valanga né precipitò a terra:
<<Signora>> invocò al crescere del mucchio e <<SIGNORA!!!>> urlò quando apparve quasi sommerso.
<<Ah!>> esclamò la vecchina sorpresa, e prese a soffiare su quell’esercito di cera, respingendolo nelle nuove vesti.
<<Erano belle>> gli confidò rassettando la camera, quindi si sedettero al tavolo, dove li attendeva la colazione.
<<Come calzano gli abiti?>>
<<Benissimo signora, la ringrazio>>
<<Manca solo un bel mantello, ma sono certa che qualcuno avrà la grazia di donartelo>>
<<Vorrei offrirle qualcosa in cambio>> disse il ragazzo, e con premura si infilò una mano in tasca, pescando qualche statuina di cera.
<<Sono preziose>> dichiarò la donna solenne, ma un coro di sussurri esplose dalle maschere nel carrozzone.
<<Invidiose!>> rimproverò la signora, quindi con aria complice aggiunse  <<Presto andranno tutti d’accordo, non temere>>
Terminato il pasto accompagnò il giovane all’uscio e lo salutò:
<<Incontrerai un villaggio, accanto ad un mulino: lì un monaco ti attende>>

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