TESO

Parole Opache
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TESO
nell’indicibile sforzo di essere buono
e nessuno mai lo avrebbe aiutato

Il giovane aveva da poco abbandonato la carovana, e si era disposto a trascorrere il riposo notturno, quando ricevette l’invito:
<<La regina ti attende>> sentì sibilare nella sua mente, ed una pece sorta dai margini della propria visione lo avvolse, risucchiandolo altrove.
Tornò ad aprire gli occhi con il tanfo della perdizione nel petto: un donna sedeva a capo di un trono di teschi, mentre grovigli di sangue dipingevano sigilli alle sue spalle.
<<Ben arrivato, salvatore>> schernì lei, maliziosa <<E così tu distruggerai il mio regno>> si adagiò un dito tra le labbra <<Eppure non vedo nulla che possa minacciarmi>>
Il giovane volse lo sguardo, abbandonando la dominatrice ai fumi che ne lambivano i seni, e tristemente si avviò all’androne dei rinnegati: le sue spalle erano chine, schiacciate dal mantello che gli proteggeva il dorso.
L’eterna primavera pareva assai lontana, ed ogni cuore serrato nella morsa di infinite illusioni. La bocca della grotta lo consegnò alla notte, ed un bosco ombroso gli si dipinse addosso, dove comprese di non essere più solo.
Una minaccia si fece largo tra i suoi pensieri: il viaggio sarebbe stato tinto dal colore del sacrificio.
Rostri minacciarono il buio, e la cappa di un necromante balenò tra i rami: becchi aguzzi puntarono rapaci verso le sue carni, ed egli cadde a terra. Ma prima che lo sciame lo dilaniasse, un esercito di spaventapasseri si riversò dalle ombre. Era la ciurma del giocattolaio, che accorreva festosa, agitando teste di scopa, per intimorire i malvagi.
Quindi li mirò sfregarsi gli uni contro gli altri, animando parche scintille. Si gettarono nelle fiammelle, fin quando i loro sorrisi divennero rogo, avviluppandosi in cielo. Il loro signore udì quel martirio, e schiuse un varco verso il sogno degli spaventapasseri.

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