SI STAVA IN BILICO TRA I MONDI

Parole Opache
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SI STAVA IN BILICO TRA I MONDI
finché un cinguettio ci sospinse verso l’alba

Il freddo del nuovo giorno aggredì il giovane, che si avvolse nel mantello. Cercò nella bisaccia qualcosa con cui lenire la sete, ma rinvenne soltanto un altro foglio. Ne lesse le enigmatiche parole e lo ripiegò, modellando un piccolo aereo, per poi lanciarlo verso la siepe che delimitava la fiera degli spiriti. Riprese il cammino fin quando vide le pale di un mulino rimestare lungo un fiume.

Nel frattempo oscure maglie si tesero sopra Mulinaccio, inseguendo la scia tracciata dal giovane straniero.

<<Benvenuto>> salutò l’anziano falegname rivolgendosi al ragazzo, mentre questi varcava la soglia del paese <<Il monaco che stai cercando mi ha avvertito del tuo arrivo>> ed insieme si recarono al pozzo, per prelevare dell’acqua.

Intanto piccoli ragni correvano avanti e indietro, serbando misteri nei loro molteplici occhi; ma non si spinsero oltre l’uscio della casa del falegname.

Il monaco poggiò un fagotto sul tavolo <<Sono lieto che tu sia giunto, i tuoi passi vengono attesi da molti>> confidò al ragazzo

Gli oscuri inviati si protesero, scrutando le gesta dei prescelti.

<<Dobbiamo procurarci un bel paio di stivali>> asserì il monaco, e negli ultimi abbagli del giorno si avviarono verso un’antica bottega, dove un calzolaio si muoveva tra le ombre.
<<Mastro, ci occorrono dei calzari>>
<<Sarete servito al meglio>> bofonchiò quello con aria distratta.
<<Non ne dubito, tuttavia debbo avanzare una richiesta: lasciate che il vostro apprendista conci le pelli e vi assista nell’opera>>
<<Ma è ancora inesperto…>>
<<Vi prego, assecondate questo capriccio>>
<<Certamente>> acconsentì il calzolaio e passò ad osservare con cura i piedi del ragazzo <<Tornate tra un paio di giorni>>

I silenziosi ragni affondarono i loro aculei nella soffice terra, mirando la luce morire oltre i monti.

<<Molti temono la nuova era>> confidò il monaco innanzi le braci della sera <<Stringono con forza le proprie chimere, senza lasciare che il vento li spinga verso cieli più vasti; avrai modo di incontrarne alcuni, poiché tenteranno di comprendere ciò che più li spaventa>>
Un colpo risuonò alle loro spalle: le imposte erano sbattute, senza che vi fosse un alito di veto. Il gufo che sorvegliava la casa emanò un profondo richiamo, agitando le ali.

Altrove il necromante sibilava, osservando il proprio nemico tramite gli occhi dei suoi inviati.

L’indomani la volta si riempì di azzurro, mentre rade nubi screziavano di bianco l’orizzonte.
<<Scoveremo i ribelli, affinché scorgano quanto non possono fermare>> affermò il monaco.
<<Dovrei temere?>> chiese il ragazzo.
<<Certo, se ne hai voglia>>
Quindi improvvisamente l’eco di alcune risa risuonò tra gli alberi: il giovane si arrestò, scrutando negli occhi del monaco, ma questi non diede cenno, ed insieme attesero che quelle risate sguaiate cessassero.
Poco distante, al termine di un sentiero, arrivarono ad una lugubre catapecchia.
<<É malconcia>> sussurrò il giovane.
<<Lo sciamano non si dedica a faccende domestiche>> rivelò il monaco
<<Sembra abbandonata>>
<<Tutt’altro: è colma di ombre>>
Una brezza spirò infatti dai battenti, ed un sibilo giunse fino a loro.
<<Il vortice si muove>> dichiarò lo sciamano nel buio della sua dimora.
<<Lo lasceremo sfilare>> gli rispose il necromante, e lui tornò ad affilare i propri rostri su di una sedia a dondolo, senza altro pensare.

Durante la notte le nubi si erano addensate come massi, lasciando che la luna filtrasse da dietro un selciato d’oriente.
<<Assiso tra i nembi, al limitare dell’orizzonte, c’è un saggio che ti attende>> rivelò il monaco, mentre se ne stava con il giovane, seduto lungo il fiume, osservando la brezza increspare il lucore riflesso delle stelle.
<<Ti occorrerà un veliero per giungere fin lassù>> continuò rivolto al ragazzo <<Ma c’è un giocattolaio che vive arroccato su di un’isola. Lì realizza i propri sogni, e sono certo che saprà fare altrettanto con i tuoi: costruirete un galeone per volare fino in cielo>>

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