ó.ò

Parole Opache
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ó.ò

Il giovane giunse alla nuova terra che era già sera. Seguì un sentiero finché il manto della notte lo strinse. Notò che una stella brillava più delle altre, ma era troppo china sull’orizzonte, quindi si rivelò essere una semplice lucerna. Un carrozzone riposava sotto il suo chiarore, nel mezzo di una radura. Intricati ricami ne arricchivano i fianchi, ed una porticina attendeva sul retro.
<<Il tè è pronto>> disse un’anziana signora salutando il giovane, e lo invitò a salire.
Il ragazzo varcò la soglia, smarrendosi nell’infinità di maschere che ornavano la diligenza. Udì un coro di bisbigli scrutare ogni sua mossa.
<<Oh! Non ci badare>> schernì la vecchina <<Fanno sempre così. Ora siedi, il tè si sta freddando: ha il sapore della nostra terra, e ti aiuterà ad adattarti meglio>>
Il giovane sorseggiò con cura la bevanda, sbirciando lo sciame di maschere curiose.
<<Ti ho cucito degli abiti: faresti un gran baccano vestito come sei, perché ognuno avrebbe qualcosa da domandarti>>
<<Lei è molto gentile…>>
<<É un onore accogliere un forestiero>> sorrise la donna <<Un giaciglio ti attende dietro il tendaggio>> ed i loro volti si spensero nella quiete della notte.

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