MEMORIE DI UN MONDO

Parole Opache

 

MEMORIE DI UN MONDO
che non so più trovare

Lontano, dove la città si sfalda, il mondo sembrava voler finire, senza più rinascere.
Oltre uno sperone, brillò una striscia di azzurro, e tra quei riflessi il giovane scorse il faro. Ne scalò il marmo, finché il sole cancellò ogni orizzonte. Il grande occhio giaceva spezzato: un pulviscolo di cristalli a terra.
<<Ben arrivato>> salutò una donna accoccolata all’interno della lente <<Chi ti ha spinto fin qui?>>
<<Un libro mi ha indicato la via>> rivelò il giovane.
<<Deve trattarsi di un’opera speciale>>
<<Si, è il dono di una amica. Lo custodiva innanzi ad una candela, ed ogni giorno ne sfogliava una pagina: “I libri soffrono, se non vengono letti” diceva. Mi pare che lo ottenne da un mercante di sogni, offrendo in cambio i suoi pensieri di ragazza, di quando cuciva abiti con la carta>> fece una pausa, cercando il cielo <<Trascorreva le giornate assieme alle piccole figure colate dalla candela. Poi una sera mi affidò il libro, confidandomi di essere stanca, ed avere nostalgia della vecchia terra. Io lessi quelle pagine, sognando di questo luogo, e di te>>
<<Cerchi il regno che vi è descritto?>>
Il ragazzo annuì.
<<Giace qui, tra i miei pensieri>> ammise la donna; poi gli chiuse le palpebre sfiorandolo con la mano, ed aprì il varco ai propri sogni.
Un sentiero richiamò il giovane verso dei bagliori, quando improvvisamente un mare di statuine lo sommerse.
<<Non temere>> rassicurò la donna <<Sono le memorie del libro: desiderano solo tornare a casa>>

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