LUCE

Parole Opache
Capitolo Precedente: IL RISO ABBONDA

 

LUCE
in fondo al pozzo

Il ragazzo salutò l’ansiano falegname, il monaco ed il gufo, quindi si incamminò verso sud. Il giorno crebbe tra i suoi passi, finché la quiete di mezzodì infuocò il paesaggio, e la sete lo sospinse ad una riva. Mentre si specchiava nel fiume un riflesso si accese accanto al suo:
<<Prendi>> gli suggerì uno straniero porgendogli una coppa colma d’acqua.
<<Come avete fatto a comparire dal nulla?>> domandò il giovane guardingo.
<<L’ho solo desiderato>>
<<Ed io potrei riuscirci?>>
<<Certo, basta che tu raccolga il tuo volere>>
Il giovane chiuse gli occhi ed esclamò <<Fatto!>>
Ma lo straniero scrollò la testa divertito <<Raccogli “sempre” il tuo volere>>
<<É difficile…>>
<<Soltanto all’inizio, ma è così che si generano i mondi>>
Il ragazzo scrutò nel fondo della coppa e la ricerca del giocattolaio gli balenò tra i pensieri. Si volse quindi al viandante, in cerca di consiglio, ma di lui già non c’era già più traccia.
Continuò allora a caminare fino al primo pomeriggio, quando il senso della sua marcia parve smarrito. Allora si sporse dall’alto di un colle, scorgendo una modesta baracca accanto ad una buca profonda.
Nella catapecchia una volpe ronfava, appisolata su di una sdraio. Ella tendeva i bottoni della sua livrea per il troppo russare, ed un monocolo gli penzolava dal taschino.

!!! BIGLIETTI !!!
AMMIRATE L’INEFFABILE CERCATORE
SPROFONDARE VERSO
IL SUO TESORO

Recitava un cartello accanto al buco, dove la terra vi degradava dentro, come se il fosso avesse voluto ingoiare il mondo intero. Si protese oltre il ciglio ed un rumore riecheggiò dabbasso:
<<C’è nessuno?>> chiese, e decise di calarsi all’interno.

<<No… lasciatemi, non faccio nulla di male, lo aiuto… lo aiuto soltanto>> farfugliava intanto la volpe con voce impastata durante il suo riposino; quindi fece un sussulto e rovinò sul pavimento.
<<mmmpfff>>
Pigramente tastò il panciotto, alla ricerca del suo bel orologio <<É presto>> e si volse dall’altra parte, dove i rimorsi già la attendevano.

<<Qui giace il mio tesoro>> disse stancamente un nano all’interno del buco, mentre piegava la schiena, affondando le mani nella terra. Un solo fascio di luce penetrava nell’umidità del fosso, carezzando il giovane al fianco di quel cercatore. Invano tentò di soccorrere il nano, poiché questi non ardiva condividere il proprio fardello, e di certo laggiù il ragazzo non avrebbe trovato ragguagli per proseguire verso la propria meta. L’austero conforto della nuda pietra lo spronò a chiudere gli occhi, ed un corvo scese a punzecchiare la sua torbida dormiveglia, schiudendogli un sogno.

Capitolo Successivo: VERSO IL MARE