È L’ORA DEL LUPO

Parole Opache
Capitolo Precedente: … ED UN LADRO

 

É L’ORA DEL LUPO
ed ogni luce azzurra

Un bianco si attorcigliava tra gli alberi, ed il ragazzo strisciò sotto un confine di cespugli. Con sorpresa una fiera smisurata lo accolse: spiriti di ogni sorta e fattezza mercanteggiavano tra pallidi lucernari.
Desiderò confondersi tra quella folla, ma una folata lo ricacciò indietro ed un enorme drago gli alitò contro:
<<NON VI È POSTO PER UN UMANO ALLA FIERA DEGLI SPIRITI! VATTENE ED ATTENDI I GIORNI DEL SOL COCCIUTO! SONO IL CUSTODE DI QUESTI LUOGHI E… e… oh, scusi signore, non sapevo fosse suo ospite>>
Allora un bimbo si arrampicò sul finto drago, spingendo e tirando con tanta foga da ripiegarlo in una sacca.
<<Spero di non averti impaurito troppo: funziona così bene con gli intrusi>> quindi richiuse la borsa, offrendogli la mano <<Non ero stato avvisato che il vecchio spirito ti attendesse al ristorante: guarda, è laggiù, ci fa cenno di seguirlo>>
Una figura alta e sottile li salutava sopra un pontile di legno.
<<Andiamo, l’ora è già tarda e presto la prima luce farà sparire ogni cosa>>
Si incamminarono tra la stramba mercanzia, sfilando incontro ai fantasmi indaffarati. Quindi un ponte di legno li condusse all’ingresso del ristorante, dove ancelle intonarono il benvenuto.
<<Il signore ci attende>> incalzò il custode del drago.
Un nugolo di invitati si agitava innanzi a dei musici mascherati, ma un maggiordomo li scortò su per un’alta scalinata, dove una sala di fogli di riso si aprì ai loro occhi. Il vecchio spirito sedeva innanzi ad una bevanda, mentre creature vaporose traboccavano dalla sua coppa.
Il giovane ed il bambino custode si disposero al tavolo, e lunghe mani sbucarono dal soffitto, allestendo la mensa con ogni prelibatezza.
Il commensali rimasero in silenzio per tutto il pasto, e quando le mani ritirarono gli ultimi vassoi, un bel pacco fu posto innanzi al giovane.
<<É per te: aprilo>> gli bisbigliò il bambino custode, così il ragazzo prese a sfilare i grandi fiocchi azzurri, svelando un pregiato mantello.
Con gioia lo calzò, facendolo volteggiare.
<<É molto gentile da parte sua, signor spirito>> ringraziò il ragazzo <<Lasciate che anche io vi porga un piccolo dono>> ed infilò le mani nelle tasche, racimolando qualche figurina di cera.
Il vecchio spirito accolse le statuette con gioia, ed una bolla crebbe tra le sue mani, racchiudendole tutte. Poi la sfera prese a fluttuare nella stanza, e lo spirito allungò il collo, seguendone i volteggi.
<<Presto! Ti devo riaccompagnare al bosco: non puoi rimanere più a lungo>> intimò il bambino custode.
Allora si congedarono, tornando a marciare nel mezzo della fiera: gli spettri già svanivano coi loro fagotti, chi sotto i massi, chi nel fitto del bosco, o volando in cielo, verso regni lontani. Il ragazzo corse, agitando il mantello negli ultimi istanti della notte, fin quando l’alba disperse ogni tenebra, ed egli rotolò sotto la siepe.
<<Buon viaggio>> gli augurò il custode del drago, dissolvendosi tra mille trasparenze.

Capitolo Successivo: SI STAVA IN BILICO TRA I MONDI