DISPERATA

Parole Opache
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DISPERATA
poesia

Il signore attendeva su di un trono di cristallo. Il buio del suo manto dilagava nella grande sala <<Ti ho trascurato, Terra dei Piccoli Fiori: la rinascita mi ha sottratto ad alcuni doveri; accetta le mie scuse, e fiorisci ancora nel giardino dei sogni>>
Il mercante raccolse ogni parola, finché un sorriso gli sbocciò sul volto: caddero le sue vesti, liberandolo dalle proprie illusioni. Un mare di boccioli si schiuse fra di loro, e candidamente respirò ancora, dilatandosi in mille corolle.
<<Tutto il regno tornerà a farti visita, e non avrai più sentore di alcuna malinconia>> quindi il sovrano si volse al ragazzo <<Prima che tu proceda, libera i miei figli, te ne prego>> e sabbie dorate spirarono dai suoi capelli, invitandolo al risveglio.
Il giovane si riebbe nella bottega, dove prese a stappare le ampolle, osservando quei sogni disperdersi in cielo.
Si diresse allora all’imposta: l’odore della vecchia terra l’accese di ricordi.
Una lunga fila di dormienti si accalcava all’entrata.
<<Il mercante non verrà più>> proclamò il ragazzo <<Tornate pure ai vostri sogni>>

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