DESOLATO

Parole Opache
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DESOLATO
di queste terre

Emersero in una landa desolata, dove il vento smuoveva le sabbie, cancellando ogni traccia. Più volte il giovane si era avvicinato al mercante, offrendo aiuto, ma con un cenno era stato ricacciato verso la scia del carretto.
Il buio gli si strinse addosso, senza che rallentassero i propri passi. La luna tramontò tra i monti, ed una lanterna scarlatta gli venne incontro: un eremo attendeva tra quei bagliori. I due si orientarono verso quelle mura, disponendo le fiale tra scaffali mezzi vuoti.
<<Per quel pertugio si scivola entro i sogni della vecchia terra>> disse il doganiere indicando un’imposta <<Ma manca ancora qualcosa>> si tolse le grandi lenti di aviatore, sedendo su di uno sgabello, e svelando grandi occhi innocui, come prati d’estate. La sua piccola figura era schiacciata da ampi miraggi, che a lungo avevano riempito ogni suo pensiero, senza che mai ne avesse afferrato il sapore.
<<Ben trovato piccolo fiore>>
Una voce li trafisse, ed il doganiere avvizzì di terrore: il mantello del ragazzo gli scivolò di dosso, dibattendosi a terra alla ricerca di una forma <<Il Maestro è assai adirato, e desidera parlarti>> l’Incubo Cacciatore si rivelò loro.
<<Non volevo…>>
<<Ti prederò per mano, conducendoti al suo giudizio>>
<<Nessuno sogna più piccoli fiori…>>
<<Il maestro capirà>>
<<Ho paura…>>
L’incubo li avvolse, e di loro non fu più nulla.

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