CHIARORE

Parole Opache

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CHIARORE
di lontani giorni

<<É il sogno dell’avvenire>> gracchiò al ragazzo un grosso corvo <<Riposa dove solo i più audaci sanno spingersi. Quell’idea è ormai smarrita, ma tu ne riporterai la memoria nella vecchia terra>>
Il corvo ed il giovane ascendevano i domini del sogno, conclusi in un vortice di chiare acque. Dabbasso brillava il manto delle terre elfiche, impreziosite da bianchi torrioni.
<<La figlia del domani è assai temuta, giacché non può essere domata>> asserì il corvo <<Nel buio delle crude stagioni, quando ogni speranza verrà calpestata, ella sognerà ancora>>
Giunsero infine nel cuore della Madre d’Ognuno, ed in una radura scorsero una sontuosa tenda color del mare. Scostarono il panno che faceva da uscio, e videro all’interno un cenacolo di narratori, mistici e visionari sedere attorno ad un’anziana signora. Assorta nei suoi ultimi aneliti, ella ammirava i sui figli.
Si carezzava il ventre, teso di nuova vita. Sorrise al compimento dei suoi giorni. Quindi ci fu un gemito, ed ogni volto si chinò a terra, salutando l’avvento della nuova musa.

Il ragazzo si riebbe nella morbida luce dell’alba.
<<La volpe dorme>> sussurrò il nano, e garbatamente il giovane risalì il pozzo nel silenzio dell’aurora.

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