C’È UNA STORIA

Parole Opache
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C’È UNA STORIA
che diede inizio alla notte…

Il giovane si incamminò per un lungo sentiero, scorgendo rade dimore macchiare l’orizzonte. A sera il buio assalì ogni cosa, trovandolo distante dalla meta. Si dispose allora nel tepore di un boschetto, frugando nella bisaccia alla ricerca di cibo, ma rinvenne soltanto un foglio, che rilesse fino ad assopirsi.
Mentre dormiva una fatina accorse tra le sue mani, afferrando quelle righe, e se ne volò al teatro dei dormienti, dove una platea ne attendeva i versi:

<<Il mondo sta soffrendo, Figlio>>
<<Mio Signore,
tanto ho patito tra queste terre,
che i miei occhi sono divenuti come pietra:
offrii loro carezze,
e le mie mani furono sbranate>>
<<Conosco la tua storia, Figlio>>
<<Quindi perché chiedermi tanto?>>
<<Amerai, senza toccare nulla:
tale il mio desiderio, e la tua gioia>>

Scese il sipario, lasciando le poltrone a divorare i sognatori, e la fatina tornò dal giovane, sussurrandogli in un orecchio:
<<C’è un villaggio verso il tramonto, ove sorge un antico frantoio>> ma…

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